Letteratura finlandese

Storia della letteratura finlandese

Storia letteratura finlandeseLa storia della letteratura finlandese è piuttosto recente: i primi scrittori in lingua finnica risalgono all?inizio del secolo XIX, dopo la fine della lunga dominazione svedese. Il periodo di maggior fioritura si manifestò solo nel tardo Ottocento. Prima di allora gran parte della produzione letteraria era stata redatta in svedese o latino, mentre il finnico era stato considerato una lingua volgare rimasta per secoli una lingua più parlata che scritta anche se molto poco venne scritto in finnico fino alla fine del Seicento, e comunque opere in prosa a sfondo religioso. L?esigenza di cristianizzare il popolo indusse il clero ad usare la lingua del volgo. La prima opera pubblicata in finlandese fu il Catechismo del vescovo protestante Mikael Agricola (1542), che tradusse anche il Nuovo Testamento e fu autore di un libro di preghiere in finnico. L?opera di Agricola era scritta in una lingua non molto diversa da quella odierna. Nei secoli successivi esponenti della chiesa composero in finnico una serie di salmi e sermoni ma come lingua d'arte si continuò a usare lo svedese. Quando nel 1809 la Finlandia passò sotto il dominio della Russia, cominciò a diffondersi nel paese un movimento nazionalista che divenne via via più forte. Il suo maggior rappresentante nonché caposcuola della letteratura finlandese fu Elias Lonnrot che pubblicò nel 1835, dopo anni e anni di ricerche sul patrimonio popolare finnico, il Kalevala, ampliato nel 1849, che divenne il poema nazionale finlandese. Lonnrot, linguista, studioso di tradizioni popolari, medico e professore di filologia finnica  presso l'Università di Helsinki, è considerato uno fra i più noti scrittori finlandesi del XIX secolo. Il sentimento nazionalista diffusosi tra gli scrittori a metà Ottocento infuse un nuovo impulso alla produzione letteraria in finnico e sfociò nella creazione del Teatro Nazionale Finnico (1872). Cominciarono quindi a diffondersi numerose opere appartenenti ai principali generi letterari. Di particolare rilievo I sette fratelli (1870), del romanziere e drammaturgo Aleksis Kivi (1834-1872), considerato il primo romanzo finnico realista; il romanzo Santa miseria (1919) di Frans Eemil Sillanpää, vincitore nel 19390del premio Nobel per la letteratura. A questo periodo appartengono anche una serie di drammi e commedie.
Per quanto riguarda la produzione poetica in finnico ricordiamo le liriche di Eino Leino (1878-1926), Veikko Antero Koskenniemi (1885-1962) e Uuno Kailas (1901-1933) ed il circolo dei Tulenkantajat (?portatori di fuoco?), nel periodo tra le due guerre, i cui aderenti si facevano portatori di pace attraverso la propria arte in un periodo tragico per l?Europa, segnato da una crescente violenza. Nel dopoguerra i poeti in finnico sperimentarono nuove forme linguistiche, seguendo l?esempio di T.S. Eliot e dei modernisti svedesi degli anni Quaranta. Tra i principali esponenti del modernismo finlandese segnaliamo Tuomas Anhava (1927), Eeva-Liisa Manner (1921-1995), Matti Rossi e Pentti Saarikoski (1937-1993), che tradusse in finnico l'Ulisse di James Joyce.
Relativamente alla prosa nel periodo post bellico ricordiamo il romanzo di Väinö Linna, autore de Il milite ignoto (1954), analisi realistica e umoristica della vita militare; e la trilogia Qui, sotto la stella polare (1959-1962), nella quale descrisse la guerra civile finlandese del 1917. Di fama internazionale il romanzo storico di Mika Waltari, Sinuhe l'egiziano (1945) da cui Michael Curtiz trasse un film nel 1954. Infine per quanto riguarda la produzione contemporanea, vi segnaliamo Veijo Meri (1928), Paavo Rintala (1930-1999) e Arto Paasilinna.

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